Torino la città delle due anime

Tutte le città hanno un’anima, tranne Torino che ne ha due…

Passeggiando per le strade  a pianta romana della città, dietro a quell’ordine apparente, a quelle mura austere, il concetto di bene e di male sembrano sfidarsi continuamente fino a sfociare in un’equilibrio che, a primo impatto, potrebbe spiegare la falsa quiete di un tessuto urbano che in realtà ribolle di energie.

Torino nasce tra due fiumi: il Po e la Dora Riparia.

L’acqua, da un punto di vista esoterico, rappresenta una fonte di vita e di potenza.

Sempre secondo gli esoteristi, in riferimento ai fiumi di Torino, il Po rappresenta il Sole, il lato maschile mentre la Dora richiama la Luna e la femminilità.

Da un punto di vista geografico-esoterico, nel centro di Torino passa il 45° meridiano e questo basterebbe ad irradiare un’energia positiva che si va però a scontrare con il fatto che la città è collocata a metà strada fra equatore e Polo Nord ossia in mezzo a due estremi.

Domenica 24 maggio 1998 Giovanni Paolo II arrivò a Torino per l’ostensione della Sindone e per proclamare beati tre piemontesi. In elicottero il Papa atterra al parco del Valentino e in auto raggiunge piazza Vittorio Veneto.

«Torino – disse il Pontefice – è una città di Santi e di Luce, quindi dove c’è la luce occhieggia anche il demonio».

Le origini di Torino sono racchiuse in alcune leggende di difficile definizione ed interpretazione storica.

Dal III secolo a.C. gli storici parlano di un centro abitato conosciuto con il nome di Taurasion, fondato dai Galli Taurisici che arrivavano dalle montagne. Il nome, seppur con qualche forzatura, evoca quello del dio Thor signore del tuono e della forza.

Questo popolo aveva riti e celebrazioni legati intimamente alla natura e al ciclo delle stagioni.

Per esempio, nei primi giorni di novembre, celebravano i loro morti con rituali durante i quali gli sciamani si mettevano in contatto con l’altro mondo. In questa ricorrenza si omaggiava Odino, dio dei morti e per sconfiggere le forze delle tenebre si accendevano i falò.

I Galli Taurisici festeggiavano poi l’equinozio di primavera, l’arrivo della bella stagione, il solstizio d’estate e ogni tappa fondamentale dell’anno legata ai ritmi naturali.

Altra leggenda molto dibattuta tra gli storici è quella di matrice egizia che trae origine dalla mitologia greca e dal culto di Iside dea della maternità, della fertilità e della magia. Una figura talmente potente da essere venerata anche da Greci e Romani che a lei immolavano i tori. E proprio il dio Api è rappresentato con le sembianze di un toro.

La leggenda (storicamente molto controversa) narra che a fondare Torino fosse stato Fetonte, figlio di Apollo il quale avrebbe scelto poi questo luogo per osannare il culto del dio Api.

Fetonte rubò al padre il carro del Sole ma, mentre volava, si accorse di non saperlo guidare. Sbandò prima verso l’alto bruciando il cielo e poi verso il basso. Gli esseri umani terrorizzati chiesero a Zeus di fermarlo. Il dio lanciò quindi un fulmine che fece precipitare Fetonte in un fiume chiamato Eridano ovvero il Po.

Nel 218 a.C. Torino diventa romana con il nome di Julia Augusta Taurinorum.

I romani avevano un preciso rituale per dar vita a una nuova città: scavavano una buca molto profonda che aveva lo scopo di mettere in comunicazione i due mondi e che diventava il centro del nuovo insediamento. Da qui, con un carro trainato dai buoi, tracciavano un lungo cerchio che era il perimetro sacro dell’abitato. All’interno di questa area venivano disegnate le due vie principali, il cardo e il decumano, perpendicolari tra loro. Vista dall’alto questa costruzione sarebbe apparsa come una croce inscritta in un cerchio di cui, i quattro bracci, corrispondevano ai punti cardinali e la via principale seguiva il percorso simbolico della salita del sole al cielo.

Questo avveniva ovunque ma non a Torino.

L’orientamento della città è infatti al contrario verso ovest. L’Ovest è un punto cardinale considerato nefasto in quanto in esso il sole tramonta lasciando spazio alle tenebre.

Torino è la città dei due triangoli magici, uno di magia bianca e uno di magia nera. La leggenda vuole che il triangolo di magia bianca veda Torino tra i vertici con Lione e Praga, quello di magia nera con Londra e San Francisco.

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Potenti forze esoteriche, mistero, magia, simboli e riti antichissimi, personaggi ambigui sembrano albergare da sempre a Torino.


Leggende

Il Toro che sconfisse il Drago

Narra la leggenda che, molto tempo fa,  nei boschi attorno a Torino vivesse uno spaventoso drago che terrorizzava la popolazione sputando fuoco e fiamme, facendo strage di animali e uccidendo gli sventurati che lo incontravano. Gli abitanti cercarono un modo per sconfiggere il drago: escogitarono quindi di individuare un animale che potesse lottare contro il mostro. La scelta ricadde su un toro dal pelo rosso, animale  forte e robusto.

Gli abitanti della città diedero da bere al toro una pozione di acqua e vino rosso per renderlo ancora più forte. La lotta con il drago ebbe inizio. Il valoroso animale, battendosi con tutte le sue forze, riuscì a ferire con le corna il mostro e lo uccise. Durante il violento combattimento però, il toro dal pelo rosso rimase gravemente ferito e morì poco dopo.

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La popolazione fu talmente grata al toro rosso e al suo sacrificio che decise di aggiungerlo all’olimpo delle proprie divinità e di metterlo nello stemma cittadino.

La profezia dell’angelo che indica Torino

Sulla copertina di un vecchio lunario scoperto per caso in un ristorante francese, in un’incisione di fine Seicento, è raffigurato  un angelo, che volando sull’Europa, sfiora con l’ala Amiens, Rouen, Parigi e Chartres, la mano sinistra indica Torino, la destra Santiago di Compostela.

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Un commento in francese accompagna l’angelo che spiega le sue ali sull’Europa.

Esso recita:

“Quando da Torino

l’angelo chiamerà Le Penseur,

a Notre-Dame le chimere urleranno

e si sveglierà l’angelo di Chartres,

che spezzerà l’orologio

a significare che il tempo è finito.

L’asino farà suonare la ghironda.

Ad Amiens risplenderà la testa

del Battista e l’angelo non piangerà più.

A Rouen tornerà a battere

il cuore di Riccardo

e un’armonia di campane

annuncerà il Salvatore.”


I due poli di Torino, positivo e negativo, così come sostengono le teorie esoteriche, si trovano sotto gli occhi di tutti e chiunque vi può passeggiare:

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piazza Castello rappresenta il polo positivo,

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mentre piazza Statuto quello negativo.

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