Torino misteriosa

Torino è la città più misteriosa ed esoterica al mondo.

Questa atmosfera di mistero, dai contorni noir, la percepisco e la vivo ogni volta che mi trovo a passeggiare per le sue strade di giorno, con il sole, con le tenebre, con la pioggia, la neve e la nebbia.

Ho deciso così di intraprendere un diario di viaggio tra i misteri di Torino che si basa sul materiale e sulle storie raccolte dal 1995 ad oggi.

Ci sono angoli all’interno della città dove questa atmosfera dai confini labili e fumosi è amplificata.

Ci sono case, palazzi, che celano storie ed episodi al limite dell’impossibile.

I miei maestri sono stati Renzo Rossotti, Ito De Rolandis, Massimo Centini. Attraverso questi autori ho scoperto una Torino che ho sempre percepito ma che ho conosciuto solo attraverso i loro libri.

Tuttavia gli scrittori citati hanno raccontato episodi misteriosi di una Torino praticamente scomparsa, la cui memoria sopravvive ormai solo negli archivi e nei ritagli di giornale di tempi ormai passati.

Pur facendo cenno, negli articoli che seguiranno, alle storie che essi hanno narrato, in questi anni ho raccolto nuovi misteri che mi sono stati raccontati da persone testimoni inconsapevoli di fatti dei quai sfugge una spiegazione razionale.

Da tutto ciò è emerso un quadro emozionante, pauroso, inquietante.

La prima immagine del mio diario è stata scattata la mattina della Vigilia di Natale dal piazzale panoramico del Monte dei Cappuccini.

Non è un caso. Sono particolarmente attratto e affezionato a questo luogo perché mi permette di osservare Torino dall’alto e immaginare, posando il mio sguardo su quelle strade, su quelle piazze e su quelle case, a quanti misteri si celano in quel dedalo, specchio di una città apparentemente immobile e austera.

Apparentemente perché Torino bisogna capirla, occorre sintonizzarsi con lei.

Io mi lascio guidare, seguo ciò che la città mi suggerisce e, così facendo, in molte occasioni Torino mi ha raccontato i suoi misteri.

Adoro passeggiare per questa città.

Torino ha un potere terapeutico su di me. Quando sono in sua compagnia la mia mente si svuota, entro in altre dimensioni e a volte mi capita di vivere situazioni e incontrare persone che forse non esistono più.

No, non prendetemi per pazzo. Non faccio uso di droghe e non bevo quando passeggio per Torino.

Nei prossimi articoli vi racconterò le mie esperienze.

Nell’attesa vorrei lasciarvi con uno scritto dell’antropologo torinese Massimo Centini che spiega perfettamente cosa intendo io per mistero:

Ci sono luoghi, vicende e personaggi che risultano circondati da un’aura che non è corretto definire esclusivamente misteriosa. Infatti hanno in sé qualcosa che sembra trattenere frammenti di una conoscenza antica, caratterizzata da un sapere in cui storia e filosofia, fisica e metafisica, si amalgamano indissolubilmente.

Quel «qualcosa» è l’anima del linguaggio esoterico che ha la prerogativa di raccontare storie parallele, offrendoci così l’opportunità per andare oltre l’apparenza delle cose. Con l’esoterismo vi è quindi modo di penetrare in una dimensione che ci prospetta angoli di lettura insoliti e alternativi al piano della realtà.

Vi consiglio un piccolo esercizio: uscite per Torino, fatevi guidare dalla sua aurea di mistero, passeggiate senza meta, scrivete, fotografate.

Non rimarrete delusi…

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